Post

MOTIVAZIONE E APPRENDIMENTO

Immagine
MOTIVAZIONE E APPRENDIMENTO È risaputo, infatti, che in ambienti socialmente “piacevoli” le persone si predispongono in atteggiamenti capaci di sostenere una “fatica” come può essere lo STUDIO, e ciò dipende dalle emozioni percepite.  Questo può avvenire soltanto se l’insegnante instaura una relazione empatica e non si limita ad impartire solo nozioni. La mancanza di EMPATIA nelle figure adulte di riferimento determina non solo uno scarso senso di AUTOSTIMA nell’alunno, ma anche un abbassamento di attenzione e concentrazione, e una ricaduta sulle competenze sociali ed emotive.  In altre parole, il benessere non coinciderebbe soltanto con l’accumulo dei bei voti, ma dipenderebbe anche dagli stati d’animo che si possono creare nell’aula. Essere insegnante è prima di tutto fare RELAZIONE, poiché l’apprendimento è strettamente connesso alla componente socio-emotiva. Evitare un coinvolgimento empatico equivale a non voler sostenere la propria responsabilità educativa; allora perché gli alun

SBAGLIANDO SI IMPARA

Immagine
SBAGLIANDO SI IMPARA L’insegnante deve aver CURA del singolo alunno nella sua unicità e peculiarità.  Un insegnamento adeguato sa coinvolgere gli alunni, quindi va sfatata l'opinione secondo cui nell'apprendimento ogni alunno deve eseguire i COMPITI nello stesso tempo e con uguali risultati degli altri compagni. "E 'meglio una testa ben fatta che una testa ben piena."  E 'una frase celebre di Michael De Montaign che considera l'errore una parte del processo di apprendimento e ne sottolinea la valenza per la formazione di un pensiero critico nella mente degli allievi.  Maria Montessori sosteneva che  "Se un bimbo manca di disciplina, diventa disciplinato in società con altri bimbi, e non col sentirsi dire che è indisciplinato.  continua leggere l'articolo nella sezione magazine on-line BIMBI FELICI n.1  

LOGOPEDIA

Immagine
Il logopedista è un terapista che aiuta il bambino con difficoltà di apprendimento   Ci rivolgiamo a un logopedista quando notiamo che il bambino di sei anni ha difficoltà di competenze di lettura, scrittura e calcolo. A volte capita che abbia difficoltà di altra natura, ancor prima di entrare nella SCUOLA primaria, come ad esempio quando il bambino di tre anni non sembra capire le parole o le pronuncia male, oppure quando il bambino di cinque anni non deglutisce bene o balbetta.  Comunque  noi genitori non dobbiamo però preoccuparci perché il logopedista, dopo aver compilato la diagnosi, inizia una CURA riabilitativa o rieducativa che aiuta il bambino a riconoscere le sue difficoltà e ad affrontarle con strategie adeguate. Continua a leggere su BIMBI FELICI n. 1

CINEMA E SOCIETA'

Immagine
I FILM AIUTANO A SENSIBILIZZARE L'INTERA COMUNITA' Il cinema è un mezzo di comunicazione di massa capace di immaginare “scenari diversi” con lo scopo non solo di intrattenere gli spettatori, ma anche di sensibilizzare l’intera comunità a produrre nuove idee o pensieri su svariati temi sociali, per migliorare il benessere dell’umanità. Una celebre frase del regista Giuseppe Tornatore evidenzia  che: “ L'arte e la cultura rimandano ad un concetto di bellezza che serve a  fornire all'uomo strumenti migliori per la convivenza sociale e civile." L’educazione sociale e civile non si apprende solo tra i banchi di SCUOLA, ma può avvenire anche attraverso una COMUNICAZIONE di massa come la proiezione di un film. Per l’argomento “relazione di cura” ho scelto i seguenti film che meglio la rappresentano:           ALTA SCUOLA di Michele Trentini      VADO A SCUOLA di Pascal Plisson  FIGLI DELLA LIBERTA’ di Lucio Basadonne  STATE BUONI SE POTETE

TI RACCONTO UNA STORIA

Immagine
I BAMBINI IMPARANO ANCHE CON LE FIABE I  bambini sono affascinati dalle storie, fiabe è da tutto ciò che è NARRAZIONE. Per il bambino, il piacere dell’ASCOLTO è un bisogno, e ascoltare un racconto è l’attività necessaria che gli permette di conoscere le proprie emozioni. Mentre ascolta, il piccolo sviluppa una capacità empatica con i protagonisti della storia che lo aiuta a riflettere sul perché delle cose. Percepiscono anche la differenza tra buono e cattivo, bene e male. E’ un coinvolgimento attivo che aiuta il bambino a scoprire le proprie emozioni, una sorta di viaggio interiore capace di pianificare un’esperienza immaginaria, attraverso ipotesi e idee fantastiche e creative, con lo scopo di conoscere meglio il protagonista ma anche se stesso.   Continua a leggere l'articolo sul magazine BIMBI FELICI

SAI DIRE NO A TUO FIGLIO?

Immagine
I NO CHE FANNO CRESCERE Alcuni genitori interpretano erroneamente i principi educativi di libertà e AUTONOMIA, come l’assenza di vincoli, perché pensano che il bambino sia in grado da solo di compiere delle scelte. Non dobbiamo però confondere la scelta di una preferenza, come ad esempio per il gusto di un gelato o di una maglietta, con la scelta di poter mangiare merendine per cena o di non andare a letto preferendo guardare la televisione. Dobbiamo saper trasmettere ai nostri FIGLI le azioni adeguate in modo da renderli responsabili e sereni, e i “No” sono il mezzo per farli crescere.   Il “No” inteso come opportunità di riflessione e non come strumento di coercizione trasmette al bambino la possibilità di poter rivalutare i propri atteggiamenti e di iniziare a sviluppare alcune risorse relazionali e sociali.  Continua a leggere su BIMBI FELICI

CURA E BENESSERE

Immagine
Cura e benessere La CURA non è solo quella sanitaria e corporea, ma è “dentro” la persona con i propri sentimenti ed emozioni, e il “prendersi cura” richiama il senso di responsabilità educativa e morale.  Possiamo quindi affermare che l'educazione è il fattore chiave per il "successo" della crescita del bambino perché non è qualcosa che viene imposto dall'esterno, ma un processo interiore di esplorazione e crescita personale.  Infatti, n oi genitori dobbiamo instaurare una relazione autentica dove esprimersi liberamente e che consenta a nostro figlio di avere un DIALOGO di confronto affinché tragga benefici per sapersi relazionare positivamente con l'ambiente in cui vive e instaurare rapporti edificanti con coetanei e adulti. Educare non significa trasmettere regole e comandi, ma facilitare un processo di crescita mediante una relazione basata su un dialogo reciproco dove ognuno può raccontare di sé e apprendere dall'esperienza dell'altro.