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L'EMPATIA DEI GENITORI

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Il genitore con il proprio atteggiamento, sguardi e tono della voce, trasmette al bambino un “codice” delle emozioni con il quale apprende un divieto o un consenso per un suo comportamento e deve essere evidente che l’obiettivo del GENITORE non è quello di far crescere il figlio identico a sé ma come persona capace di muoversi con fiducia e serenità in qualsiasi contesto. Per questo il genitore non deve cadere nella tentazione di proteggere sempre e comunque il bambino decidendo per lui, ma deve lasciarlo libero nello scoprire le proprie passioni e interessi insegnandogli di fidarsi delle proprie capacità per trovare ogni volta delle soluzioni diverse e adeguate alle circostanze e senza farsi scoraggiare dal cambiamento come per esempio per l’ingresso a scuola, uno sport o un’attività creativa dove acquisire nuove conoscenze e apprendimenti.
La responsabilità del genitore non sta nel dare tutto e subito in modo da evitare delusioni e rinunce, ma è nel predisporre le opportunità di cres…

DISLESSIA ED EMOTIVITA'

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Perché un alunno dislessico si sente frustrato nell'apprendere? E' confermato scientificamente che un bambino dislessico possiede un'intelligenza nella media o medio alta e il sentimento di frustrazione o il percepirsi inadeguato si manifesta ogni volta che l'alunno dislessico si sente "costretto" ad eseguire compiti ed esercizi in un tempo limitato o con pochi strumenti a sua disposizione. 
Infatti, il fattore tempo è una causa per l'ansia da prestazione per cui, l'alunno con DSA (Difficoltà Specifica d'Apprendimento), in queste circostanze poco favorevoli al suo apprendimento, preferisce abbandonare l'attività piuttosto che percepirsi incapace ad eseguire un compito che ha compreso e che per qualche motivo, ancora per lui da comprendere e gestire, non riesce ad eseguire correttamente.
Il senso di frustrazione è così elevato che affatica emotivamente e psicologicamente lo studente da "obbligarlo" a distogliere l'attenzione e l'…

CARTONI ANIMATI

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I bambini di oggi trascorrono il tempo libero in modo differente rispetto ai bambini di ieri. Infatti, le relazioni amicali e i contatti con i pari avvengono in vari contesti strutturati come la scuola, lo sport o in centri ludico-ricreativi e sembra che la spontaneità di fare amicizia nei luoghi pubblici, al parco o nei cortili sotto casa, si sia ridotta notevolmente perché preferiscono trascorrere il loro tempo libero davanti alla televisione.

La televisione non è il sostituto di una baby-sitter, ma la si può proporre suggerendo quei cartoni animati che soddisfano la curiosità e l’immaginazione del bambino in maniera propositiva e solo in questo caso il genitore può “affidare” il proprio figlio alla televisione intanto che deve terminare alcune faccende domestiche o di lavoro.
Se aiutiamo i nostri FIGLI, già da  otto anni, a sviluppare una preferenza per quel tipo di cartone animato piuttosto che un altro sulla base dei suoi desideri e interessi lo si rende uno spettatore attivo e cap…

PSICOMOTRICITA'

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IL COLLOQUIO A SCUOLA

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Ogni studente deve soddisfare due aspettative diverse, quella dell'allievo e quella del figlio. Sono i figli l'anello di unione tra la famiglia e la scuola e i genitori con gli insegnanti devono saper affrontare ogni sfida educativa. 

L'incontro diventa "colloquio educativo" quando entrambi, genitore ed insegnante, parlano dello stesso argomento, ossia "L'ALUNNO E IL SUO SVILUPPO COME PERSONA".In alcuni casi, però, genitore e insegnante danno l'impressione di parlare di due persone differenti e non dello stesso alunno. 
Il genitore prova un sentimento di impotenza o frustrazione quando l’insegnante gli parla del figlio limitandosi a voti e giudizi scolastici come se non avesse emozioni e passioni proprie al di fuori della vita scolastica.  Il colloquio a scuola risulta efficace solo se rispecchia le dinamiche relazionali con cui l’insegnante, attraverso l’EMPATIA, l’ascolto e il dialogo, rassicura una corretta azione educativa rivolta allo sviluppo…

CINEMA E DISABILITA'

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Il cinema risulta accattivante in quanto processo formativo poiché offre un'esperienza globale allo spettatore che si sente coinvolto nel corpo e nella mente. Infatti,  la visone di un film è un atto educativo che forma la persona nel suo "intimo" fatto di sentimenti ed emozioni con lo scopo di far comprendere la realtà che lo circonda.
Da un film che ha come argomento la DISABILITA' si possono aprire vari argomenti di discussione come il metodo educativo da intraprendere a scuola, lo sviluppo per un'inclusione sociale o sostenere i genitori per non farli percepire "confinati" tra le mure domestiche perché troppe sono le barriere che devono superare; emotive, sociali e culturali.
Da sempre il cinema si è impegnato nel diffondere una sensibilità culturale per trovare sempre nuove soluzioni a sostegno della diversità e alcuni film da non perdere sono:  ANNA DEI MIRACOLI di Arthur Penn, 1962;GLI ESCLUSI di Jhon Cassavetes, 1963;IL RAGAZZO SELVAGGIO di Francoi…